Se mi guardo indietro, tra le cose belle e brutte di quegli anni, e mi
chiedo cosa mi abbia veramente fatto male (nel senso di allontanarmi
dalla pienezza della vita e della realtà, dal vero incontro con la
persona umana), credo che sia proprio il carattere inconsapevolmente
gnostico che l'ideologia della contestazione giovanile aveva in sè.
L'errore originario, di marca rousseauviana, secondo cui l'uomo nasce
buono ed è la società che lo corrompe, ci ha fatto cercare in lungo e
in largo la purezza dell'autentico, in una presunta santità dei
sentimenti (il caro cuore), delle pulsioni (il caro corpo) o
dell'organizzazione (il caro Stato), così abbiamo infilato una serie di
robinsonate, nella presunzione di ricominciare il mondo da capo e di
farlo meglio, rimandando sine die l'unica forma di onsapevolezza che
distingue l'adulto dall'adolescente, cioè la pietà per i padri e il rispetto
della storia.
Quanto siamo colpevoli e quanto vittime delle circostanze? Ognuno
risponda per sè. Per parte mia, mi accuso di aver preferito la
compagnia delle idee a quella degli uomini più di una volta, e di avere
esercitato in nome di esse un terrorismo più o meno esplicito.
Chiedo perdono al padrone del campo, che ai servitori proibisce di
strappare la zizzania perchè distruggerebbero con essa anche il grano,
per non aver compreso il messaggio di pietà che si cela nella parabola,
troppo occupato com'ero a vestire i panni del giudice, mentre ora
questa stessa pietà imploro, come un sguardo misericordioso sul mio
percorso zoppicante.
Valter Binaghi
Caro De Martino,
ho letto con piacere il tuo "ricordo" di Pontiggia.
Del caleidoscopio di lezioni, di riflessioni, di stimoli e di
sensazioni
che Peppo ha proposto a tutti coloro che l'hanno conosciuto e frequentato se
ne
può trovare testimonianza anche nel tuo scritto. Bravo. Un saluto cordiale.
Martino Ferri
The times they are a-changing
37 anni dopo
ancora forte emozioni
mi accompagnano sfogliando le pagine..
ricordi che riaffiorano
rileggendo il nostro
Mondo Beat.
Quante speranze allora,
speranze per niente ingiallite
dal tempo..
Grazie Gianni !
Old Hippie Carlo
Hallo Gianni,
premetti che mi presento; sono un vecchio Hippie che ha dovuto esiliare in Germania da ben 32 anni (porc...come passa il tempo..) comunque "scappato" dall'Italia per via della pula, che a quel tempo mi perseguitava in tutt'Italia
con i vari "fogli di via"... Anyway, ieri surfando un po' nel mondo web ho trovato la tua pagina e...uella! son rimasto incollato a leggere e rileggere l'estratto dal "manifesto" e la tua intervista con "muvi", cacchio mi ha portato indietro con il tempo!! in quei anni indimenticabile e meravigliosi
(nonostante la pula..) in cui io ho vissuto cosi intensamente, e si, caro Gianni, anch'io ero uno di quei capelloni, pacifisti, anti-conformisti insomma uno dei "figli minori di Keruac, Ginsberg e co." (e lo sono ancora tutt'ora a 53 anni..) che passava le sue giornate tra piazza Duomo , il Cordusio (sotto la metro) e via Brera con altri beatnik,hippie e "ninfette" scappate di casa, ho pernottato anch'io in via Ripamonti un paio di volte, a proposito.. quando c'e' stata quella famosa retata a Mi , io mi ero salvato perche propio in quel tempo facevo spola tra piazza della Signoria (Fi) e piazza di Spagna (Ro), che tempi !!! Ma ora ti voglio rubare del tempo prezioso con i miei ricordi... comunque mi ha fatto moltissimo piacere vedere che c'e' qualcuno che a quel tempo era attivo e che ancora lo e', insomma un testimonio di quegli anni bellissimi che hanno lasciato un segno e cambiato (almeno in parte) il costume nella ns societa'. Allego una foto mia (sono quello con lo zainetto) scattata nel Maggio '67, sotto la statua del "pirla a cavallo"....

Carlo A.
Mi brilla
negli occhi
uno strano tintinnio
di giochi di bimbi...
... Echi di cortili
che erano regge,
e foreste, e astronavi poi,
negli occhi
di pochi. Fabio Pierantozzi
La via del cuore é la più difficile da seguire ma é l'unica
che ci può far capire di essere ogni essere. Con cuore,
Bruno Franchi
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