CONVERGENZA DEI TOTALITARISMI

L’islamismo jhaidista, terzo totalitarismo dopo il nazismo e il comunismo corrisponde per alcuni tratti peculiari alle aspirazioni dei suoi due predecessori: prendendo in ostaggio la crisi dell’islàm e propugnando la guerra delle civilizzazioni e delle religioni, poi dichiarando la guerra al mondo giudeo-cristiano in nome dei “diseredati” e dei poveri “perseguitati” del resto del pianeta seduce sia i nostalgici del terzo Reich pagano, decisi ad eradicare il giudaismo e il cristianesimo, sia i nostalgici della falce e martello, determinati a dissociarsi – pur godendone tutti i vantaggi – con l’Occidente cosiddetto “borghese”, “capitalista”. Si tratterebbe della lotta di un mondo di “poveri fanatici” opposto a un mondo di “ricchi tecnologici” – sia pure tramite la prassi del terrore e la fabbricazione di uomini-bomba, la mutazione più orribile della specie che si dice umana.

Centro nevralgico del sistema da ripudiare: Manhattan, “quartier generale planetario dei mercenari della guerra economica e finanziaria che l’America fa al mondo”, secondo le parole del terrorista Carlos in un suo libro-intervista ( Carlos, L’Islam révolutionnaire , textes et propos présentés par Jean Michel Vernochet, Éditions du Rocher, Paris, 2003 ).

Niente di sorprendente, stando così le cose, di vedere Rossi, Verdi e Bruni convergere nel felicitarsi insieme del dramma dell’11 settembre e identificare il ricco Bin Laden e i potentati economici islamisti che appoggiano lo jhiad transnazionale a un povero Davide opposto al Golia imperiale “americano-sionista”.

Nessuna sorpresa neanche di vedere convergere l’attivismo di questi tre movimenti totalitari attorno alla lotta “eroica” condotta dal marzo 2003 dagli ultimi bahatisti e dagli islamisti sciiti dell’Iraq contro l’occupazione americana della Mesopotamia e il diritto dei popoli ad essere liberati da un dispostismo estremo – diritto al D-Day, che con le parole di André Glucksmann “ prevale sul rispetto ordinario delle frontiere e sul principio secolare di sovranità”.

Manifestare ieri a Roma, nel giorno anniversario della liberazione dal nazifascismo, contro la visita del presidente statunitense George W. Bush, cercando peraltro di minimizzare l’infame slogan “10, 100, 1000 Nassiriya” gridato più volte da gruppi di finti pacifisti e di pacifisti aggressivi , ha significato obiettivamente essere dalla parte del terrorismo islamico e internazionale e riconoscere implicitamente la leadership ormai incontestata dell’islamismo rivoluzionario che cerca di riportare il mondo, a cominciare da quello arabo-islamico, nelle tenebre dell’oscurantismo.

Ci si muove fra le tenebre dell’oscurantismo così come ci si muove durante un’ambigua manifestazione “pacifista” per le vie di una città blindata. Si vaga per il centro storico come fra strade senza paese e senza storia – se non le storie della propria piccola sessualità italiana, medio-italiana. Non a caso, i nuovi pacifisti sono degli erranti disponibili, simili a un’orda fraterna vagante e abbandonata : senza padre, se non assente e quindi allucinato, e senza patria – se non anch’essa allucinata.

E’ come se numerosi giovani e meno giovani europei, in preda a un crescente senso di colpa – conseguente al successo di una cultura liberale, libertaria ed anche, volendo, libertina, che li ha avvezzati all’altalena fra ordine e trasgressione, permissività e ascetismo, democrazia e tirannide, invece di conquistare un proprio faticoso equilibrio, liberamente scelto, fra libertà e repressione – stiano regredendo lentamente dalle posizioni, anche psicosessuali, conquistate in millenni di civilizzazione.

Pacifisti allucinati, sinistri nostalgici del comunismo e del nazismo sconfitti, giovani islamisti in crisi d’identità e colmi di rancore alla fine si ritrovano nella stessa placenta fluttuante, se non in una specie di grande Umma intrauterina, insieme a coloro che non erano mai progrediti. Da qui la simpatia per i colleghi mostri che coinvolge anche parte dell’intellighenzia letterata europea, in preda a quel suo caratteristico e cinico gran senso di noia e di sazietà che la predispone alle tentazioni del disumano, al nichilismo e allo sfogo della barbarie. E poi a innamorarsi sempre dell’uomo sbagliato: Mao, Castro, Saddam Hussein o Tariq Aziz, Bin Laden e il vecchio terrorista Arafat, identificandosi con i propri colleghi feti.

Il nazislam – la peste verde ubiquitaria e diffusa – esercita ormai una reale fascinazione sulle altre opzioni totalitarie rosse e brune vinte dalla storia e dalle dure e liberatrici esperienze del passato . I nostalgici del nazismo e del comunismo sono condannati a riciclarsi, a sopravvivere da eterni sinistrati, a rifondarsi o a raggiungere la rivoluzione islamista, nella tipica posizione di “utili idioti”, per ripetere tragicamente i vecchi errori e proseguire la loro lotta vana contro le democrazie liberali e i tentativi di democrazia che, fra molte difficoltà, percorrono anche i paesi arabo-islamici e, sia pure timidamente, l’islàm europeo ( gdm) .

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Ha suscitato emozione la pubblicazione, sulla stampa di tutto il mondo compresa quella italiana, della traduzione dall’arabo del documento di “prescrizioni” che gli attentatori suicidi dell’11 settembre avevano portato con sé nell’imminenza dei loro attacchi. Si tratta di una vera e propria guida non soltanto dei comportamenti pratici per la buona riuscita degli attentati, ma circa la ritualità dei gesti da compiere e la spiritualità da coltivare durante l’azione (…) LEGGI: Bin Laden e Himmler, stessa lotta di Casadei Roberto FONTE: tempi.it

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LINK A:

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 Leggi: ADOLF HITLER E IL MUFTI DI GERUSALEMME di Alberto Rosselli


SS musulmane (Divisione Handschar)

Fonte: http://www.kore.it/CAFFE/rosselli/hitler-mufti.htm

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TUTTO L’ISLAM FREMEVA

ALLE NOTIZIE DELLE NOSTRE VITTORIE.. ”

Bestseller nei paesi arabi-islamici

17 febbraio 1945

(…) La nostra alleata italiana è stata una causa di imbarazzo per noi, ovunque. Fu questa alleanza, ad esempio, a impedirci di perseguire una politica rivoluzionaria nell’Africa settentrionale. (…). Se fossimo stati soli, noi avremmo potuto emancipare i paesi musulmani dominati dalla Francia e ciò avrebbe avuto ripercussioni enormi nel Vicina Oriente, dominato dall’Inghilterra, e in Egitto. Ma essendo le nostre sorti legate a quelle degli italiani, il perseguimento d’una simile politica non era possibile. Tutto l’Islam fremeva alle notizie delle nostre vittorie. Gli egiziani, gli iracheni e l’intero Vicino Oriente, tutti erano pronti a sollevarsi in rivolta. Si pensi semplicemente a quel che avremmo potuto fare per aiutarli, anche soltanto per incitarli, come sarebbe stato al contempo il nostro dovere e nel nostro interesse! Ma la presenza degli italiani al nostro fianco ci paralizzò, creò una sensazione di malaise tra i nostri amici dell’Islam, i quali,. inevitabilmente , videro in noi dei complici, volenti o nolenti, dei loro aggressori. Poiché gli italiani, in queste parti del mondo, sono ancor piú odiati, naturalmente, degli inglesi e dei francesi. Il ricordo delle barbare rappresaglie adottate contro i senussi é tuttora vivo. E inoltre, la ridicola pretesa del Duce di essere considerato la Spada dell’Islam desta ora, come prima della guerra, le stesse sghignazzate di scherno. Questo titolo, che si addice a Maometto e a un grande conquistatore come Omar, Mussolini se lo fece conferire da pochi miserabili bruti ch’egli aveva indotto a ciò o con la corruzione o con il terrore. Ci si presentò una grande opportunità di perseguire una splendida politica nei riguardi dell’Islam. Ma perdemmo l’autobus, come lo abbiamo perduto in parecchie altre occasioni, grazie alla nostra fedeltà all’alleanza con l’Italia! In questo teatro di operazioni,. dunque, gli italiani ci impedirono di giocare la nostra carta migliore, la emancipazione dei sudditi francesi e l’incitamento alla rivolta nei paesi oppressi dagli inglesi. Tale politica avrebbe destato l’entusiasmo di tutto l’Islam. È tipico del mondo musulmano, dalle sponde dell’Atlantico a quelle del Pacifico, che quanto influisce su un paese, per il bene o per il male, influisce su tutti.. Sul piano morale, le conseguenze della nostra politica furono doppiamente disastrose. Da un lato avevamo ferito, senza alcun vantaggio per noi, la fiducia in se stessi dei francesi. Dall’altro, ciò, di per sé, ci costrinse a mantenere il dominio esercitato dai francesi sul loro impero, per il timore che il contagio potesse diffondersi nell’Africa settentrionale italiana e che anche quest’ultima potesse rivendicare l’indipendenza. E poiché tutti questi territori sono attualmente occupati dagli anglo-americani, io mi sento ancor piú giustificato nell’affermare ché tale nostra politica fu disastrosa. Per di piú, una cosí futile politica ha consentito a quegli ipocriti, gli inglesi, di atteggiarsi nientemeno che a liberatori in Siria, in Cirenaica e in Tripolitania! (…) Mentre, quindi, non è possibile aderire a princípi rigidi nei rapporti con i paesi stranieri e occorre essere sempre pronti ad adattare la propria politica alle mutevoli condizioni, si può ciononostante affermare con fiducia che la Germania troverà sempre gli amici piú sicuri tra quei popoli i quali si oppongono attivamente al contagio ebreo. Io sono certo che … i popoli dell’Islam ci saranno sempre piú vicini che, ad esempio, la Francia, benché siamo legati da vincoli di sangue (…).

Adolf Hitler ( da: Testamento di Hitler. Quartier Generale del Führer, 4 febbraio-2 aprile 1945)

FONTE: http://www.radioislam.org/historia/hitler/testam/ita/testa.htm ( sito neo-nazista d’orientamento islamista )

Non ho nulla contro l’Islam, perché questa religione s’incarica essa stessa d’istruire gli uomini, promettendo il cielo se si fanno uccidere sul campo di battaglia: in breve, è una religione molta pratica e seducente per un soldato.
– HIMMLER – 1943

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3 risposte a

  1. babefunky scrive:

    Ciao, complimenti per il blog. Io “esisto” da pochi giorni, e la traduzione delle “prescrizioni” per gli attentatori dell’11 settembre su tempi.it mi ha dato lo spunto per un commento che ho appena postato. Grazie

  2. giannidemartino scrive:

    per babefunky

    grazie per i complimenti e auguri per il suo blog neonato…

  3. giannidemartino scrive:

    per babefunky

    sull’assolutismo clericale e una certa critica al decostruzionismo ho appena postato nel mio blog “Il libro che il papa bacia”…

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