IN CALABRIA COME IN IRAQ

 

Locri si prepara a rendere l’ultimo saluto a Francesco Fortugno, il vice presidente del Consiglio regionale della Calabria ucciso da un killer, domenica scorsa, con cinque colpi di pistola in un seggio dove si svolgevano le elezioni dell’Unione.

“In Calabria come in Iraq”, ha detto il vescovo di Locri, mons. Giancarlo Bregantini. I funerali si celebreranno questo pomeriggio nella cattedrale di Locri. Il sindaco Carmine Barbaro ha disposto il lutto cittadino: scuole, uffici e negozi saranno chiusi e le bandiere a mezz’asta in tutti gli uffici pubblici.

———

Francesco Fortugno : “Una legislatura contro la mafia”

Scranno del Vicepresidente Francesco Fortugno

”Formata la Giunta regionale, eletti i componenti dell’ Ufficio di Presidenza del Consiglio, la ‘ndrangheta – quasi a volere confermare il suo ruolo di contraltare della legalità, che trova nelle istituzioni la sua massima affermazione – torna a farsi sentire pesantemente”.

A sostenerlo è stato il vicepresidente del Consiglio regionale, Francesco Fortugno, commentando le minacce rivolte nei giorni scorsi all’assessore regionale alla sanità, Doris Lo Moro.

”Le minacce a Doris Lo Moro, alla quale esprimo la mia personale solidarietà – ha aggiunto Fortugno – sono la chiara indicazione di quello che dovrà essere il primo punto all’ordine del giorno della nuova legislatura: la lotta costante ed a tutto campo della criminalità organizzata. Che le minacce siano legate al clima avvelenato che si vive a Lamezia Terme od all’attività di assessore di Doris Lo Moro, potrà avere rilevanza ai fini investigativi, ma non cambia la sostanza: siamo di fronte all’ ennesimo tentativo di intimidazione nei confronti di chi si propone, con spirito di servizio ed onestà, di risollevare le sorti della Calabria e dei calabresi”.

”Sono anch’io – ha proseguito Fortugno – un padre di famiglia e capisco bene cosa significhi vivere la quotidiana angoscia per la incolumità dei propri familiari, che si trovano esposti alla vigliaccheria degli atti intimidatori consumati nell’ ombra in cui opera la criminalità; per questo, l’unico conforto è la certezza che è una battaglia giusta, che va combattuta per dare alle generazioni future una Calabria migliore.

Gli uomini che danno corpo alle istituzioni, sono la espressione della libera determinazione dei cittadini e sono essi stessi semplici cittadini, chiamati a mantenere vivo quell’ideale di democrazia che tanto è costato al nostro Paese. Non eroi votati al sacrificio, quindi, ma padri e madri di famiglia che hanno il comune sentire della gente, ma è proprio questo comune sentire che ci rafforza, che ci spinge ad impegnarci ed a reagire ad ogni tentativo di affermazione della illegalità e della sopraffazione”.

I momenti difficili, specialmente quando ci si sente minacciati negli affetti più cari – ha concluso Fortugno – ci sono, ed è per questo che tutta la società civile, senza distinzione di appartenenza politica, è chiamata a svolgere quel ruolo fondamentale di sostegno e di vigilanza, che non faccia avvertire quell’ insopportabile senso di solitudine che può spingere all’ abbandono.

Ogni colpo inferto alle istituzioni colpisce tutti noi e sarebbe un errore gravissimo pensare che non sia così, nessuno può chiamarsi fuori dalla battaglia contro la criminalità organizzata, perchè con l’ indifferenza ed il disimpegno non si possono certo affermare valori come la legalità e la democrazia”.

24 maggio 2005

fonte: Consiglio regionale della Calabria

Il lato oscuro della Calabria ( così come della Campania e della Sicilia) è costituito da un intricato intreccio fra mafia, politica e imprenditoria. Sul Foglio del 18 ottobre, Marco Minniti dei Ds aveva parlato della necessità di “saturare militarmente la Calabria”.

Oggi sviluppa l’argomento. “La premessa è che la ‘ndrangheta, soprattutto nella zona ionica della locride, pure così povera, è oggi l’azienda leader, il principale cartello europeo del traffico di stupefacenti. Ecco, come pirati seicenteschi, i malavitosi veleggiano per i mari ma hanno bisogno di un’isola in cui mettere radici. Quest’isola è la Calabria”. Ed è lì che bisogna intervenire. Leggi:  Ferocia o sovranitàIl Foglio –

Fonte : http://www.terrorwatch.ch/

Delitto Fortugno:“…Lo Stato che fa?...” di Gualtiero Vecellio – Notizie Radicali ( nell’articolo la mappa delle ’ndrine calabresi, ovvero dei mandanti del delitto).

Dossier ‘Ndrangheta
NarcoMafie – Italy

———-

"Un mafioso è uno che lucra per avere prestigio e poi goderne in tutti i settori. E chi lucra è pure capace di uccidere. E, prima di uccidere, intendo assassinio anche come morte civile, è pure capace di usare espressioni come: ‘paternalmente, affettuosamente ti consiglio…’.

( … ) Nelle stesse pieghe delle amministrazioni locali e statali sono, con molta probabilità, inseriti elementi legati al fenomeno mafioso e il loro mimetismo non solo garantisce il proseguimento del successo dell’illecito ma contribuisce anche a quel ‘prestigio’ su cui il mafioso deve poter contare in ogni sede". ( da un’intervista del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa a Epoca nel 1982).

Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *