Torna Allah superstar. Rida chi può.

 Sitcom coranica

TORNA ALLAH SUPERSTAR. RIDA CHI PUO’

 In libreria Zero Kill ( titolo originale Zéro mort) del controverso scrittore algerino Yassir Benmiloud, già autore di Allah Superstar (sottotitolo del super-flop: Se vuoi parcheggiare un Boeing a Manhattan, è difficile evitare le Torri Gemelle), dove un comico ricercava una fatwa per diventare famoso, dal momento che "per gli arabi è più facile entrare in Al Qaida che alla televisione" (« Un fatwa, voilà ce qu’il me faut pour devenir à la mode. C’est plus rapide que Star Academy, ça dure plus longtemps, tu voyages dans le monde entier, tu donnes des conférences, tu descends dans des palaces, tu montes sur scène avec U2, tu prends le thé avec le pape, une bière ou deux voire trois avec Chirac, une vodka givrée avec Poutine, un cigare humide avec Clinton, une grosse ligne avec Bush Junior, un masque à gaz avec Saddam Hussein, à chaque fois que tu dis une connerie tout le monde entier t’écoute vu que tu as une fatwa au cul le pauvre, alors que le monde entier il est autant dans la merde que toi vu que c’est bientôt la fin du monde pour tout le monde » ).

In Zero Kill, un militante delle Lame dell’Islam, “gruppo fondamentalista underground”, muore sperando nel paradiso con “vergini a volontà!” e “degli efebi come optional”. Ma non sarà così, perché incontra Izrail, l’arcangelo della morte, che stufo di vedersi recapitare anime di martiri-killer in nome di Allah lo sottopone a un esame severo e a numerosi “effetti speciali” ( «Il mio ruolo consiste appunto nello stabilire se tu sei morto da autentico martire o da sobillatore. Da zerbino umiliato o da provocatore poliurico. È un’immagine. A te incorniciarla…» ).

Sulla terra, intanto, in un’Algeria sconvolta dalla guerra civile, si agitano islamisti fatti di acido, generali cannibali, adolescenti impalati, un arcivescovo assassinato e, come guest star, l’agente Scully di X Files. Ecco un piccolo assaggio della prosa monologante e sconclusionata di Benmiloud: " Il 5 ottobre 1988, delle sommosse popolari scoppiano ai quattro lati del paese, e ci sono molti angoli morti. Se la religione è l’oppio dei popoli, in Algeria è cocaina, man. Pura colombiana, non tagliata, take me to the pilot! Il popolo non deve scendere in strada perché ci passa già le giornate a girarsi i pollici, ma stavolta spacca tutto esigendo un antipasto, un piatto forte, dolce e/o formaggio. Il potere non prende le ordinazioni, ma presenta il conto: 1.500 morti, servizio compreso, il caffè lo offre la casa. Viene servito in bicchierini di plastica gentilmente distribuiti dalle mense delle caserme circostanti. Ha un retrogusto di democrazia malamente tostata.""Le truc pour les rendre fous, c'est de dire que sur la table de chevet, tu as côte à côté Zarathoustra et le Coran." Dessin: Cabu/Charlie Hebdo, 13 juillet 1999

E giù a ridere di tutto e di tutti,  riduttivamente, prendendo per i fondelli un po’ i tremila morti di Manhattan e un po’ gli sgozzatori islamisti: alla maniera tipicamente piccolo borghese, fatua e nichilista dell’intellettuale “branché”.

Incapace di vera irrisione, non del tutto cinico, non abbastanza, Benmiloud, figlio di uno psichiatra di Algeri, si è rifugiato in Francia, dove ospitato, festeggiato e acclamato, non cessa di ridere di tutto e di tutti, e a sputare nel piatto in cui mangia ( “ Trent’anni in Algeria, vedi il quadro? Una vita di merda, è il caviale dell’attore comico. E’ per questo che mi sono specializzato nella letteratura rigolote, ridarella. Oggi festeggio il mio quinto anno a Parigi, donde un cambiamento del regime alimentare, d’ispirazione, di temi, e una nuova carta dei vini. Nel frattempo, hai avuto gli attentati dell’11 settembre 2001 e le elezioni del 21 aprile 2002, due date chiave, certo, ma dov’è la serratura? E’ appunto questa serratura che ho cercato di trovare. Invano, Allora ho fatto saltare la porta con un panetto di plastico. Donde questo romanzo trappola che esplode alla fine. Non ti dico di più. Leggi e fa’ leggere”). Un esempio di letteratura “depotenziata”, cosiddetta “post-moderna”, post-mortem e post-tutto. Insomma una prosa che annette tutto e niente, densa e agglutinante, confusa e insopportabile, da grosso stronzo matricolato. Bang! Bang! Allah o’akbar!, appunto. Rida chi può.

VELO. “Sul treno Treviso-Venezia. Molti studenti che tornano a casa. Vicino a me due studentesse di origine marocchina, in jeans, col velo. Il volto scoperto, entrambe bruttine, ma con lo sguardo intelligente, sicuramente sorelle. Parlano un ottimo italiano, discutono di argomenti scolastici, hanno in mano un libro di testo, che sfogliano facendo commenti. Ogni tanto scambiano qualche parola coi due ragazzi che siedono loro di fronte, compagni di classe. I due, sguardo opaco, abbigliamento costoso all’ultima moda, digitano senza sosta le tastiere dei rispettivi videofonini, e intanto parlano, in dialetto, di due argomenti: l’abbigliamento e i videofonini. Differenza di genere? Differenza di culture? Io sconsolato guardo la campagna, dove alla vista tesa nell’aria aprica si offrono in successione continua capannoni e centri commerciali, e fanno capire che tra pochi anni di quella che fu la campagna veneta resterà solo il ricordo.

Molti tra gli industriali veneti che hanno costruito quei capannoni ora stanno a Timisoara, o ancora più ad Est, dove offrono lavoro, e sfruttamento. E molti di quei capannoni vengono ora acquistati dai Cinesi, comunità chiusa in se stessa, attiva e silenziosa. Il futuro è senz’altro multietnico, ma sulla cultura delle giovani generazioni italiane, che dovrebbero prepararsi a viverlo con dignità, è meglio stendere un velo. Pietoso” ( Fabio Brotto, CRONICA  XXXVI, www.bibliosofia.net).

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