Aid el Kebir, lo sgozzamento non è obbligatorio

 Aid el Kebir

LO SGOZZAMENTO NON E’ OBBLIGATORIO

Martedì 10 gennaio 2006, corrispondente al giorno 10 del mese di dhu’al hijja , l’ultimo mese dell’anno 1426 del calendario lunare islamico , si celebra l’Aid el Kebir, chiamata anche Aid el Adha o festa del montone, in memoria del miracolo di Al-lah, il dio dei musulmani che sostituì con un montone il figlio che Abramo gli stava offrendo in sacrificio

La “grande festa” dura tre giorni e in concreto consiste in una carneficina degli animali simile a quella che nei medesimi giorni del pellegrinaggio ( hajj ) alla Mecca, i giorni di al-nahr ( immolazione), compiono i pellegrini giunti da ogni angolo del mondo nei luoghi  della Mecca, dove in questi giorni del mese di dhu ‘al-hijja sono giunti dall’Australia e dalla Nuova Zelanda circa un milione e mezzo di montoni sgozzabili.

Soltanto a Milano tremila montoni sono pronti per essere macellati dal capofamiglia per la ricorrenza religiosa e per il cenone che ogni famiglia musulmana organizza in casa propria. Torna drammaticamente attuale in questi giorni l’uccisione di centinaia di animali, che secondo il costume islamico vengono macellati senza il preventivo stordimento previsto dalla legge italiana, provocando ogni anno le proteste delle associazioni animaliste.

Lo scrittore algerino Slimane Zeghidour si sofferma crudamente su questi orrori nel suo libro, molto ben documentato, La vie quotidiene à la Mecque de Mahomet à nos jours (La vita quotidiana alla Mecca da Maometto ai nostri giorni, pubblicato in Italia da Rizzoli nel 1990) . Lo ricordava lo scrittore italiano Carlo Coccioli in un articolo per “Il Giornale” del 28 dicembre 1996. “ Il collega – scriveva Coccioli – mi permetterà di citare alcuni brani del suo straordinario documento affinchè alla comprensione delle glorie dell’Islam storico si aggiunga la scoperta di un Islam retrogrado davanti al quale si rimane sbigottiti. Tanto più che, secondo la regola ortodossa musulmana, lo ‘sgozzamento’ non è obbligatorio se non per il credente che è legato da un voto o che deve riparare per un rito imperfettamente compiuto. Ma a quanto pare questo della non-obbligatorietà del ‘nahr’ lo sanno ben pochi credenti”.

Zeghidour che è stato alla Mecca e ha visto lo spettacolo con i suoi occhi, ce lo racconta con molta efficacia nel suo libro. Mi limito a riprendere qui la traduzione di Carlo Coccioli:

"Voglio sgozzare con il mio coltello, imbrattarmi le mani, stancarmi e godere!" urla un algerino ai correligionari che gli mostrano dei "buoi di acquisto" che danno diritto a un sacrificio per procura in uno dei macelli. "Chi vi garantisce che loro uccideranno realmente un animale a nome vostro?", insiste l’uomo accarezzando il muso di un montone istupidito dalla folla.

Ed ecco il bravo padre di famiglia rovesciare la bestia nel mezzo della strada. Alcuni sconosciuti gli si avvicinano per aiutarlo. Un pachistano blocca al suolo le zampe della vittima mentre il sacrificatore affila coltello sul marciapiede. Palpa la gola accuratamente, afferra con la mano sinistra la parte interna del collo mentre con la destra tremolante avvicina la lama. Chiede a suo figlio, un ragazzino dalle gote grasse, di mettere la manina tinta di Hennè sulla sua.

"Allah akbar!", Dio è più grande. Il coltello fende la lana, lacera la pelle, la gola resiste, le sue mani insistono e poi, di colpo, sprizzano un getto di sangue che bagna i pii carnefici i quali inneggiano lodi a Dio mentre la vittima asfissia nel proprio sangue fra vari spasmi…"

Pare che nell’Islam non possa esserci festa senza sangue. Per rispetto all’Islam, non potrebbero le autorità religiose, gli ulema, e il governo dell’Arabia Saudita, ricordare per lo meno ai credenti che gli orrori del "nahr" ( immolazione) non sono obbligatori?

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9 risposte a Aid el Kebir, lo sgozzamento non è obbligatorio

  1. anonimo scrive:

    A me risulta wajib, m’informo meglio comunque.

    Balqis

  2. giannidemartino scrive:

    Anche a me pare che lo sgozzamento tramite iugulazione senza preventivo stordimento, sia considerato wajib, ovvero non un vero e proprio fardh ( obbligatorio) ma cosa ritenuta tradizionalmente necessaria.

    Il wajib è meno, sia pure di pochi gradi, che fardh.

    Nella giurisprudenza tradizionale islamica la persona che nega il wajib ( l’atto tradizionalmente supposto o suggerito come “necessario”) non si transformerà in un kaafir, ma forse potrebbe essere considerato faasiq (un peccatore colto in fragranza, un flagrant sinner).

    In ogni caso, continuo a pensare che se macellare gli animali è una necessità ( wajib) per l’alimentazione delle persone, non è necessario il farli soffrire.

    Sarebbe bene ricordare a coloro che s’inebriano dell’arcaico risveglio del gusto del sangue, che i diritti degli animali devono essere validi in tutti i paesi del mondo e in particolar modo il loro diritto alla non sofferenza va difeso dappertutto.

    Non possono esistere tradizioni, culture, religioni, riti o “operazioni martirio” che si pongono al di sopra della vita e non portino al rispetto della vita, a cominciare dalla vita degli animali.

  3. giannidemartino scrive:

    Da nessuna parte del Corano vi è detto che il sacrificio ha un altro significato oltre quello di ringraziare Al-lah rendendolo testimone di essere a volte obbligati ad uccidere per nutrirci, con il proposito del sacrificio personale del possesso di un bene primario come il cibo per dividerlo con qualche compagno o persona più bisognosa.

  4. anonimo scrive:

    Tanto anche ammazzassimo un ragno senza farlo soffrire, ci marchereste come terroristi Islamici degli aracnoidi :p

  5. giannidemartino scrive:

    Caro p utente anonimo,

    non è vero: il risveglio del gusto del sangue e il maltrattamento degli animali non è un’esclusiva del mondo musulmano.

    P.S. Nelle credenze popolari uccidere un ragno porta sfortuna e sfiga.

  6. anonimo scrive:

    shelley Keats

  7. anonimo scrive:

    Su http://www.pcnat.it sono publicate alcune pagine di un Report di Juliet Gellatley (‘VIVA!’ – UK) titolato ‘Nel nome di Dio’ e due atti parlamentari Italiani per l’abolizione della ‘deroga’ prevista alla direttiva europea , direttiva recepita dall’Italia. in toto.

    Il Report è preciso e puntuale nel riportare le modalità di sgozzamento e dissanguamento ‘senza stordimento’. Ma anche ‘ragionevolmente ‘propositivo’ .

    Ci sono anche due atti parlamentari interessanti.

    A trillenio inoltrato, è culturalmente anacronistico e al di fuori del tempo una ‘osservanza religiosa’ crudele e sanguinaria.

    Comunque, Il filo rosso che separa la.specie umana … dagli altri animali è ormai sottilissimo. Ma la ferocia umana esplicitata addirittura In nome di Dio è una insopportabile Offesa a quel Dio che viene ‘onorato’ con tali crudeli modalità e ognuno risponderà di se stesso a Dio, senza ‘ma’ e senza ‘se’.

    shelley keats

  8. anonimo scrive:

    sept 20 2009

    testo prova perchè ieri sera ho lasciato un mio commento che non appare. Sono un internauta autodidatta !

    shelley keats

  9. anonimo scrive:

    Trovo veramente deprecabile che di Aid el Kebir si voglia sottolineare sempre e soltanto la questione dello sgozzamento rituale e del sangue.
    In realtà si tratta di un rito che contiene molto altro, i momenti di preghiera, la coralità della partecipazione, la condivisione della simbologia che, piaccia o non piaccia, riguarda  veramente moltissimi musulmani.
    L'accusa di barbarie, ferocia, arretratezza culturale andrebbe problematicizzata in chi la pone.
    Per l'approfondimento della tematica del sacrificio e dello spargimento rituale del sangue nella cultura occidentale consiglio vivamente la lettura di alcune opere di Renè Girard, ( antropologo e filosofo non musulmano), quali Il Capro Espiatorio, La Violenza e Il Sacro; sono pubblicate in Italia da Adelphi.

     Rocco Carena

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