Iran, Martiri

IRAN

MARTIRI
 
Il ta’zieh [ “lutto”, “cordoglio”] è un tipo di genere teatrale persiano, una lagna che nella cultura sciita evoca le sofferenze e la morte dell’imam Hussein, nipote di Maometto,  massacrato nel 680 d.C. con la sua famiglia nella piana di Karbala, vicino a Baghdad, dai soldati del Califfo Yazid.
 
 Il Ta’ zieh sembra essere l’unica forma di tragedia della cultura islamica.La rappresentazione  del sacrificio e della resistenza  sciita contro la malvagità del califfo sunnita Yazid, viene oggi deturnata  in maniera tragicomica e paradossale dagli studenti massacrati dal  regime di Ahmedinejad.

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In un connubio di tradizione e modernità, video &  posters di resistenza contemporanea contro la malvagità svelano limiti, contraddizioni, falsità e soprusi del  regime dittatoriale degli  ayatollah , già sbeffeggiato nel cartone animato Persepolis  di Marjane Satrapi, nel  libro satirico di Ebrahim Nabavi e Reza Abedini,  Iran. Gnomi e giganti, paradossi e malintesi  (edizioni Spirali).
 
Tramite la Rete e nonostante numerose limitazioni e censure, il regime degli gnomi al potere in Iran è quotidianamente messo in ridicolo. Su Facebook appaiono centinaia di uomini iraniani  vestiti da donna in segno di solidarietà nei confronti di Majid Tavakoli, leader studentesco ventitreenne dell’Università di Amir Kabir arrestato insieme ad oltre 200 persone durante le proteste del  7 dicembre negli atenei di tutto il Paese, accusato dal governo di essere « meno di un uomo » e di voler fuggire all’estero travestito da donna.
 
Centinaia di persone hanno allora partecipato all’iniziativa del gruppo Free Majid Tavakoli su Facebook, che invita gli uomini a pubblicare le proprie foto con il velo. Un video su YouTube mette insieme le centinaia di foto di iraniani e sostenitori nelle città europee  con il chador o l’hijab da donna su > http://www.youtube.com/watch?v=TwtJBO9DSWI&feature=related
Alcuni tengono in mano cartelli o foglietti che dicono: «Io sono Majid Tavakoli» oppure «Non è una vergogna essere una donna, è una vergogna essere uomini come voi». Il velo, simbolo dell’oppressione delle donne, che sono forzate dalla polizia religiosa di portarlo in pubblico,  viene adesso utilizzato dagli uomini per manifestare la loro adesione a un movimento di liberazione.
Ma la risposta più oltraggiosa al regime viene dal sito gordab che ha pubblicato immagini della Guida Suprema Ali Khamenei con il chador. Iranica? No, ironica.


 
Le proteste contro la lugubre dittatura della Repubblica islamica dell’Iran sono coraggiose, creative e ispirate dal desiderio di una vita più libera e più felice. Ma la satira, l’ironia e il coraggio dei ragazzi non bastano per liberarsi dall’incubo in cui è piombato l’Iran, dietro c’è la realtà spaventosa di una specie di teologia ( armata ) della repressione.
 
Solidarity with Iranian Students
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