Drammatico video con la Aubenas:

            «Aiutatemi…»



Come Giuliana Sgrena, anche la giornalista francese Florence Aubenas, sequestrata in Iraq dai terroristi il 5 gennaio scorso, è apparsa in un video e ha lanciato un disperato appello: «Il mio nome è Florence Aubenas, sono francese. Sono una giornalista di Liberation… La mia salute è pessima. Anche la mia condizione psicologica »- dice nel video, che non porta alcuna data, vestita con una felpa grigia e pantaloni scuri.

  Seduta, rannicchiata, con i capelli arruffati e sul punto di piangere, chiama in soccorso l’aiuto di Didier Julia, un parlamentare gollista francese che condusse una trattativa parallela durante il rapimento degli altri due giornalisti francesi : «La prego, signor Julia, mi aiuti. E’ urgente», dice ancora Aubenas con la voce implorante che doveva avere Abele all’ombra della mano levata su di lui dal fratello, Caino. Per la Francia è stato un ritorno nell’incubo vissuto con il sequestro di altri due giornalisti, Christian Chesnot e Georges Malbrunot.

Non sono le parole, le immagini o le evanescenze a fare una guerra incestuosa e a provocare incubi, ma Caino travestito, ancora una volta, in un giro senza fine, nei servi nazislamici del Dio oscuro.

***

Per Florence:

http://www.pourflorenceethussein.org/

***

– Dal n. 35 di GENERATIVA, "Dalla parte della vittima. La teoria mimetica di René Girard applicata al diritto" di Angelo Pianca. ( E’ una tesi di laurea che mostra una possibilità di estensione della teoria girardiana alla sfera del diritto):

http://www.bibliosofia.net/files/TESI.htm

 ***

da “ I popoli arabi e la sfida per la libertà “

di Magdi Allam

… Quando il terrorismo colpisce a Hilla centinaia di poveri disoccupati in fila per guadagnarsi il miraggio di un posto di lavoro, donne e bambini inermi che si trovavano casualmente nel mercato cittadino, vuol dire che è ormai braccato, che è costretto a sfogare la sua follia omicida contro i più deboli e indifesi.

Questo terrorismo non ha mai avuto alcuna legittimità. I fatti rivelano che a massacrare è una rete del terrore che unisce gli ex agenti segreti di Saddam, i fanatici di Bin Laden e criminali comuni.

Coloro che anche nel nostro Paese immaginano la presenza di una «resistenza» giustificano gli attentati se a morire sono i soldati americani o iracheni, mentre li condannano se le vittime sono italiani o civili iracheni. Ebbene di fronte a tanto orrore non si può più andare avanti con l’ipocrisia del doppio parametro etico per cui ci sarebbero un terrorismo buono e un altro cattivo, delle vittime lecite e altre meno.

I morti di Hilla riguardano tutti noi così come ci riguarda il sequestro di Giuliana Sgrena. Bisogna finalmente prendere atto che dobbiamo insieme al popolo iracheno contrastare la stessa offensiva del terrore. Se il terrorismo verrà sconfitto in Iraq saremo più al sicuro anche in Italia e in Europa….”

Fonte:http://www.corriere.it/

 

Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *