Per un touche pipi

 PER UN TOUCHE PIPI


IN ITALIA. Poiché toccarsi il pisello in pubblico ( ops, stavo per scrivere “in pubico”) è un gesto volgare, plebeo, i grandi cartelloni che reclamizzano una ditta di abbigliamento maschile e ritraggono due finti cafoni lampadati mentre si toccano sulle parti intime ha suscitato le proteste di molti cittadini: da qui la decisione dell’istituto di autodisciplina pubblicitaria di "congelare" la campagna di Oliviero Toscani.

Il testo del provvedimento è stato diffuso su internet, nel sito dello Iap. "L’ostentazione volgare e provocatoria di situazioni legate all’intimità sessuale – si legge nel testo – porta la comunicazione a scadere in una inaccettabile lesione della sensibilità del pubblico".

I messaggi – prosegue il testo – "oltre a turbare un pubblico adulto, possono colpire l’attenzione dei minori che non hanno chiavi di lettura per capire le immagini, provocando loro ansia e disagio". E poi c’è "la netta incongruità tra la comunicazione pubblicitaria avente fini meramente commerciali e le immagini diffuse".

"Lungi dal volere stimolare un serio e corretto approccio al tema della parità sessuale – conclude il testo – i messaggi mirano unicamente a colpire l’attenzione del pubblico ad ogni costo, turbandone la sensibilità attraverso rappresentazioni volgari tout court".

Non si tratta né di censura né di discriminazione contro gli omosessuali – hanno spiegato allo Iap, mettendo le mani avanti, nel timore di non apparire politicamente corretti a sinistra – ma di semplice tutela della sensibilità dei cittadini, soprattutto dei minori. Se si fosse trattato di eterosessuali sarebbe stato lo stesso.”

Immediata la reazione di Grillini dell’Arcigay, che cogliendo, per così dire, la palla al balzo, grida di essere vittima della censura: «Di questo passo finiremo per avere la polizia del pensiero». Del pensiero ?

Perplesso invece Alfonso Pecoraro Scanio, più sensibile a una semplice questione di senso comune: «Evitiamo la caricatura. Potrebbe nuocere ai gay». E spiega: «L’educazione vale sia per le coppie etero che per quelle gay. Nessuno si toccherebbe su un divano di fronte a tutti. Mostrare due uomini che si baciano è normale. Mostrarli in modo così sguaiato mentre chiediamo il riconoscimento delle coppie gay è controproducente». Pecoraro Scanio, che certamente  è un uomo di mondo, forse ha letto con qualche profitto Wittgenstein a proposito del concetto di “decenza”.

L’attore Leo Gullotta sdrammatizza, citando Shakespeare: «Molto rumore per nulla. La pubblicità usa sempre la pruderie , solo che finora sono state usate le donne, spesso nude. C’è una foto con un africano di spalle con tre donne vestite solo di stivali avvinghiate a varie altezze, perché nessuno protesta?». «In un Paese ipocrita, dove vige la morale cattolica ma esistono migliaia di locali in cui le coppie fanno cose nascoste e un matrimonio su 10 fallisce, Toscani scandalizza solo perché va dritto alla verità». Che ciazzecca la “morale cattolica?”. Segue dibattito.

Probabilmente “ la saggezza del nostro secolo, consiste anzitutto nel saper sopportare la volgarità senza irritarsi” ( Nicolas Gomez Davila).

IN IRAN. Nel frattempo – mentre in Italia per motivi commerciali si degrada anche il vizio – altre immagini volgari e indecenti, se non oscene invadono l’infosfera. Sono immagini orribili e tristi, e vengono offerte alle famiglie in gita domenicale – o meglio , di Venerdì, all’uscita dalle moschee – dall’Iran di Mohamed Ahmadinejad e dei lugubri mullah, dove per per uno “scherzo tra maschi”, un touche pipi o qualche altra sciocchezza tra ragazzi si può finire così : Irangay_teens_11 

 

 

 

 

 

 

 

Two teenagers executed for homosexual acts in Marshad, Iran – 19 July 2005

Oppure, nel migliore dei casi, così:  

I segni delle 100 frustate subite da Amir

20 September 2005 – Amir, 22 anni, frustato e incarcerato per rapporto omosessuale

These are the words of Amir, a 22-year-old gay man from Iran who has recently escaped brutal torture and who is now currently seeking asylum in Turkey. Amir, like many gays and lesbians worldwide suffers from the criminalization of homosexuality.

Recent attention was drawn to Iran’s suppression of gay when two teenage boys were executed by hanging.

Un gruppo londinese per i diritti degli omosessuali, “OutRage!”, ha reso nota la vicenda di Amir, iraniano di 22 anni, fuggito recentemente dall’Iran per paura di essere condannato a morte a causa del proprio orientamento sessuale.

In Iran, il giovane era stato arrestato diverse volte dalla milizia basij e dalle guardie della rivoluzione, che accusandolo di aver disonorato la memoria del padre, “martire” della guerra contro l’Iraq, lo avevano torturato con maggiore ferocia.

Condannato a subire 100 frustate, la sentenza è stata eseguita nella cella in cui era rinchiuso. Dopo la sua liberazione, le minacce di morte contro Amir sono continuate. La polizia lo ha convocato all’indomani dell’impiccagione – avvenuta a Mashad lo scorso 19 luglio – di due giovani, minacciandolo che avrebbe fatto la stessa fine, se fosse stato preso un’altra volta.

Per paura di ritorsioni, Amir non aveva denunciato le persecuzioni subite, ma ora che si trova fuori dall’Iran ha deciso di raccontare la propria storia. (Fonti: OutRage! , Persian Gays & Lesbians Organisation, 20/09/2005)

For more information, read Doug’s article in the latest edition of GayCity News

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