Intervista con Albert Hofmann / Quei viaggi oltre i confini

 INTERVISTA CON ALBERT HOFMANN

 QUEI VIAGGI OLTRE I CONFINI

Questa estate la Scuola del Viaggio organizza il primo Festival internazionale interamente dedicato al Viaggio Hippie, che si svolgerà a Verucchio (Rimini) dal 29 luglio al 4 agosto 2007, e che proporrà incontri con viaggiatori e scrittori, concerti, documentari, film, spettacoli.

In attesa di partecipare agli "Hippie Days"  riprendo qui una mia intervista di qualche tempo fa con il dottor Albert Hofmann, pubblicata per il quotidiano il Mattino il 23 agosto 1993 con il titolo “ Quei viaggi acidi oltre i confini della coscienza” e in appendice a "Capelloni & Ninfette" ( libro in preparazione per Costa & Nolan).    

Dopo il  il frastuono psichedelico  terminato verso la prima metà degli anni Settanta, e poi gli anni di piombo e  quelli recenti della corsa al successo, il dottor Albert Hofmann, 86 anni, famoso in tutto il mondo per aver scoperto accidentalmente nel 1943 nei laboratori Sandoz gli effetti che l’Lsd aveva sulla coscienza, accetta di parlare a Milano della sua lunga ricerca, in occasione della presentazione del libro Lsd: I miei incontri con Leary, Junger, Vogt e Huxley ( Stampa Alternativa, Roma 1995 ), una raccolta di lettere e riflessioni scritte negli anni delle ricerche sulle modificazioni degli stati di coscienza causate da agenti chimici sintetizzati dai  funghi magici.

L’appuntamento è alle 17 alla Biblioteca Sormani di Milano e bisogna farsi largo tra le centinaia di giovani che si accalcano all’ingresso prima di una conferenza che già si annuncia affollatissima. L’attempato ma vivacissimo "enfant prodige" della chimica moderna, è un grande vecchio con i capelli bianchi che ha lasciato la sua villa di Rittimatte, a una cinquantina di chilometri da Basilea, dove vive circondato dal silenzio, per spiegare il suo punto di vista, raccontare la sua storia, i suoi ricordi, e anzitutto mettere in guardia dalla ripresa denunciata da alcuni osservatori di un uso indiscriminato degli allucinogeni.

C’è infatti un’altra droga che da qualche anno viaggia per l’Europa anche se finora pochi ne parlano: i funghi allucinogeni dei boschi. E’ un nuovo fenomeno che emerge in comcomitanza con importanti scoperte sull’impiego dei miceti psicotropi nella preistoria, funghi impiegati probabilmente per entrare in contatto col mondo metafisico; un uso ben diverso da quello che ne fanno ora i giovani americani ed europei. La notizia arriva dal "New York Times", che parla di una ripresa d’interesse per gli psichedelici anche a scapito delle droghe che danno dipendenza, e dalle relazioni scientifiche sugli effetti delle "micotossine psicotrope volontarie", vale a dire i casi clinici osservati nelle strutture sanitarie relativamente all’intossicazione dall’uso di funghi allucinogeni a scopo ricreativo. Secondo gli etnobotanici le specie più comunemente utilizzate sono i funghi psilocibini, presenti anche in Italia nelle aree montane di alcune regioni, e l’Amanita muscaria e altre specie affini che in America hanno provocato più volte casi di ricoveri ospedalieri. I paesi più colpiti dal fenomeno sono l’Inghilterra, i Paesi scandinavi, la Francia, la Svizzera e l’Italia, sia pure in misura minore.

La posizione del dottor Hofman è inequivocabile: " l’uso delle sostanze che agiscono sulla coscienza è qualcosa che deve essere preso con molta serietà." E sottolinea che non si tratta di droghe in generale, ma di quelle sostanze che, come l’LSD e il Peyotl, "trasformano la coscienza in modo del tutto peculiare". [ Sulla fenomenologia dell’avvicinamento, vedi anche “Jünger e l’esperienza psichedelica” di Walter Catalano, da «Diorama Letterario», n. 222-223, febbraio-marzo 1999] .

Il dottor Hofmann è una persona dall’aspetto severo, voce rauca, accento spigoloso da svizzero tedesco, occhi azzurri e un volto talvolta illuminato da un sorriso che comunica un che di amabile. Impossibile, incontrandolo, non ricordare l’enorme schiera di discepoli, seguaci e simpatizzanti che debbono qualcosa alla sua scoperta, a quell’LSD che egli chiama "Il mio bambino difficile" * : Jack Kerouac e Allen Ginsberg, Neal Cassidy e Gregory Corso, Living Theatre e Julian Beck, Ken Kesey e Tom Wolfe, Grateful Dead e Pink Floyd, i Beatles con la loro "Lucy in the Sky with Diamonds", e Huxley con le sue "Porte della percezione", Timothy Leary con la sua Rivoluzione Psichedelica, le migliaia di libri e di articoli che sono stati scritti, le ricerche di Charles Tart e degli altri neurofisiologi dell’estasi sugli ASC ( Altered States of Consciousness), e le mani, i volti, i viaggi fuori dal corpo di tutta una generazione che pretendeva di aver trovato nella chimica una terribile chiave per poter vedere Dio   [“ Voglio che Dio mi mostri il suo volto”, esclamava Melville a caccia della Balena Bianca e così ripeteva Kerouac nel tentativo di sfuggire all’inevitabile “ruota di carne” (Cfr. “Il dio di Jack Kerouac” di Antonio Spadaro su: http://www.laciviltacattolica.it/Quaderni/2007/3758/Articolo%20Spadaro.html ) ] .

Dottor Hofmann, alla lettura della sua corrispondenza con lo scrittore Ernst Junger, colpisce l’affermazione dell’inestricabile intreccio della sfera fisica e di quella spirituale. Possibile che Dio, la gioia, sia sepolto nel nostro sistema nervoso ?

" E’ l’intuizione secondo cui dobbiamo discendere nella carne, che noi siamo, per ricevere nuove rivelazioni. Nella corrispondenza a cui allude cito effettivamente il "Cristo nella materia" di cui parla padre Teilhard de Chardin. Quello che ancora mi sorprende è come una infinitesima particella di sostanza riesca a sprigionare una così grande energia. Di 0,l milligramma di dietilamide dell’acido lisergico solo un decimo arriva al cervello, ed è proprio questo aspetto che fa intravedere la possibilità di un legame molto stretto fra l’elemento fisico e quello spirituale. Sappiamo anche che sostanze come l’adrenalina, per esempio, sono formate o liberate nel nostro organismo dai pensieri e dalle emozioni, che quindi, a loro volta, determinano il funzionamento del sistema nervoso. Si suppone perciò che il nostro corpo sia influenzato e modellato dalla mente, allo stesso modo in cui la natura intellettuale è plasmata dalla biochimica. Resta però un mistero quale sia il punto di trapasso dall’elemento materiale a quello propriamente spirituale. E’ evidente che il nostro sostrato sia materiale, ma come avvenga il passaggio alla coscienza è ancora da chiarire."

Cosa pensa della ripresa d’interesse, negli ambienti accademici, degli studi sulla coscienza e gli Stati Modificati di Coscienza.

" Sono ricerche che mostrano in maniera sempre più chiara che non esiste un solo mondo, ma tanti mondi quante sono le coscienze. E che ognuno si costruisce da sé il proprio mondo, cioè la propria percezione del mondo, in questo gioco di equilibrio fra elemento fisico e coscienza."

Non c’è un’oggettività che stia prima della percezione.

" C’è un mondo fatto di materia e che è l’oggetto delle scienze naturali, ma si può dire anche che esistono tanti mondi quante sono le coscienze. Di solito faccio l’esempio del sorgere dell’immagine in un televisore. Molto dipende dall’emittente, ma più potente è l’antenna del televisore, più immagini arrivano. Di solito vediamo parecchie cose del mondo esterno, che è fatto di materia e d’energia. Vediamo molto, ma non vediamo tutto. E’ possibile però che all’improvviso gli occhi vedano altro."

Aldous Huxley parlava di "porte della percezione" e della possibilità di estendere a tutti, attraverso le chiavi chimiche, l’accesso a uno straordinario stato di coscienza. Perché lei non era d’accordo ?

"Il grande pericolo – ed è questo un punto sul quale ho poi avuto un contrasto anche con Leary – è quello di bruciare l’esperienza, arrivarci cioè artificialmente e troppo in anticipo rispetto al grado di maturazione individuale. Presupposto fondamentale è una certa stabilità, e per persone immature o che non hanno un certo equilibrio può essere molto pericoloso. E’ per questo che sostengo ancora che gli psichedelici dovrebbero essere tabù per i giovani, ma non proibiti."

Negli anni Sessanta l’LSD fu usata senza misura, in una logica d’iperconsumo e d’emozioni forti. Da qui, i disastri. Si sentì isolato ?

" C’era una celebrazione fin troppo ampia e affollata delle ricerca delle differenze e quindi dell’uso e dell’utilizzo di queste sostanze.

[ Vedi : http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/persone/albert/albert/albert.html ( "La controcultura di quegli anni ha rovinato la mia scoperta" : testo dell’intervista di Craig Smith, da la Repubblica 8 gennaio 2006) ] .

C’è poi stata una stretta micidiale negli anni Settanta, ed è stato allora che più che isolato mi sono sentito preso in una morsa di negatività. Oggi la situazione sta di nuovo cambiando, e questo rinnovato interesse tra i giovani per gli psichedelici suscita in me non poche perplessità

Il suo "bambino difficile", come lei chiama l’LSD, continua a darle preoccupazioni.

" I figli che danno preoccupazioni non sono dei figliastri. Sono spesso dei ragazzi difficili perché hanno delle doti particolari. Sono particolarmente dotati ed è a causa della loro stessa intelligenza che talvolta sono tentati di andare sui limiti e d’imboccare strade pericolose. Solo col tempo questi figli difficili e che all’inizio danno preoccupazioni diventano, se ben guidati, dei ragazzi modello. [ flashback.se/archive/my_problem_child/ ( il testo del libro che Hoffmann ha scritto sulla scoperta dell’Lsd, in inglese). “Il mio bambino difficile” è edito in Italia da Apogeo, 1995: http://www.urraonline.com/libri/88-503-2340-9/scheda  ] .Per quanto mi riguarda, grazie alle ricerche sull’Lsd sono entrato in contatto con le droghe magiche messicane e le cerimonie religiose che ne accompagnano l’uso rituale. In effetti, l’Lsd è una modificazione chimica della idrossietilamide dell’acidi lisergico, il maggiore principio attivo dell’Ololiuhqui, come vengono chiamati dalle tribù indiane delle regioni meridionali del Messico i semi di alcune specie di convolvulacee. La mescalina è il principio attivo psicotropo del cactus peyotl, che cresce nelle regioni settentrionali del Messico ed occupa un posto importante nelle cerimonie religiose di certe tribù indiane del Nordamerica. La psilocibina è il principio psicotropo del fungo magico teonanacatl, letteralmente: " carne di Dio", tuttora usato soprattutto nel sud del Messico. L’Lsd, dal punto di vista naturale, non è altro che una leggera variazione semisintetica delle antiche droghe sacrali. Se non avessi fatto queasta scoperta non avrei potuto aprire gli occhi su un mondo e su tutto un contesto culturale che poi si è rivelato molto ricco. Mi riferisco non solo al mio incontro con la cultura messicana ma anche alla cultura in generale, all’incontro con Huxley, Junger e tutti gli altri."

Cosa cercava quel pomeriggio del 19 aprile 1943, quando accidentalmente ingerì la prima dose di Lsd della storia ?

Ero impegnato da cinque anni in esperimenti sugli alcaloidi contenuti nella segale cornuta: l’ergotammina, isolata da Arthur Stoll nel 1918, e che fino a oggi è il farmaco più efficace nella cura delle emicranie; l’ergonovina, capace di provocare le contrazioni dell’utero, ed altri derivati sintetici, fra cui un preparato idrogenato delle tre componenti pure dell’ergotossina, commercializzato con il nome di Hydergina e usato per migliorare le funzioni mentali degli anziani. Stavo cercando di realizzare uno stimolatore della circolazione sanguigna. Combinando l’acido lisergico con differenti ammine ottenni il venticinquesimo derivato semisintetico della segale cornuta, la dietilammide dell’acido lisergico la cui sigla è Lsd 25. Mentre stavo completando la purificazione e cristallizzazione ricordo che ho avuto come un giramento di testa, una leggera mutazione dei colori. Due giorni dopo, spinto dal presentimento che quella sostanza forse possedeva proprietà fino ad allora sconosciute, decisi di provarla ingerendo 0,25 milligrammi di Lsd 25, una dose estremamente piccola per ogni altro tipo di droga, ma come sappiamo oggi massiccia considerando l’efficacia della Lsd 25. Il risultato non era assolutamente prevedibile. Dopo di allora c’è stata una prima ondata di ricerche che volevano essere scientifiche e comportavano ricerche in laboratorio con persone-cavie.  [ Vedi : 4290 Articles in the Hofmann Library Collection ] . E’ qualcosa che mi ha dato molto fastidio perché è un modo sbagliato della scienza di accostarsi allo studio della coscienza. Nel modo in cui s’intromettono elementi troppo razionali nel valutare l’esperienza estatica c’è qualcosa di mancato e di non corretto.

Vedere il mondo con "il cuore" o con "gli occhi della meraviglia", per usare un’espressione del fisico Frank Oppenheimer, non è vederlo con gli occhi razionali della scienza.

Molto dipende dal contesto in cui si compiono certe esperienze. E’ utile che ci sia un contesto "caldo", amichevole.

L’ultimo suo viaggio ?

" Ho usato le sostanze non più di venti volte. L’ultima volta è stato tre anni fa in Messico con alcuni amici. Eravamo in un ranch, all’aperto, c’era la luna piena. E una forte e fraterna partecipazione fra di noi e con la natura. Estasi, non confusione. Essere nel mondo, come parte del mondo, una parte molto piccola, infinitesimale però in trasparenza, in profondità, unica e indeperibile come ogni essere umano."

Hofmann’s Potion – LSD Documentary su

http://it.youtube.com/watch?v=GlyKjTVnzGo&mode=related&search=

 Cycledelic / Collage su carta, 2005. Illustrazione di Matteo Guarnaccia, da Matteo Guarnaccia Anthology. Il volume, pubblicato da Edizioni Gariazzo, contiene una raccolta di disegni, pitture, collages, design, abiti, tatuaggi, performance, installazioni e body painting. Immagini ‘psicoattive’ elaborate nel corso di oltre trent’anni, dall’albeggiare della psichedelia sino ai giorni nostri. Con testi critici di Albert Hofmann, Claudio Risé, Luca Beatrice, John Sinclair, Wes Wilson, Fabio Treves, Ferruccio Geromini e altri.

È online il programma degli “Hippie Days”:

 http://www.scuoladelviaggio.it/rottahippie_ita.htm

  Il festival dedicato al fenomeno degli anni Sessanta a Verucchio per ripercorrere un’esperienza che fu esistenziale e storica

Viaggio hippie, non solo nostalgia di Cristina Nadotti su http://www.repubblica.it/2003/l/sezioni/weekend/weekendarticoli/viaggio-hippie/viaggio-hippie.html

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