Teseo e il Minotauro

  
TESEO E IL MINOTAURO
( TRA CORAGGIO E PAURA) 
 

  Quando Teseo entrò nel labirinto per uccidere il Minotauro, teneva fra le mani il filo datogli da Arianna, e l'altra estremità del filo era nella sicura mano di Arianna. Così l'eroe aveva la garanzia del ritorno. Ma mano a mano che egli avanzava nei corridoi dell'ingegnoso edificio, l'immagine del mostro a cui si sacrificavano ogni anno fanciulle vergini gli riempiva sempre il cuore di paura. Procedendo sempre più verso il centro dell'edificio, ad ogni passo egli doveva combattere contro la paura che lo spingeva a retrocedere: egli viveva e combatteva nello stesso tempo la paura affascinante che la vergine destinata al sacrificio provava nel suo andare verso il mostro. Non ci fosse stata la spada che stringeva convulsamente nella mano, Teseo sarebbe stato invaso dal terrore della vergine, si sarebbe egli stesso e fino in fondo sentito la vergine sacrificata. –  Elvio Fachinelli, dalla nota al fotolibro di Lisetta Carmi , Travestiti, Essedi, Roma, s.d. ( 1972).


Un giovane torero fifone, preso dal panico, fugge dall'arena inseguito dal toro: "Tuve mucho miedo, me faltaron huevos"


Fellini Satyricon – Scena del Minotauro.

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Una risposta a Teseo e il Minotauro

  1. anonimo scrive:

    immagino conosciate  già il Lamento per Ignacio Sanchez Mejias di Federcio Garcia Lorca. E' una delle raccolte poetiche che maggiormente mi ha segnato, tanto che spesso torno a leggerla. Attraverso quei versi ho capito che il torero non è solo un uomo che uccide un toro e che la corrida ha radici profonde come la civiltà. Però non mi piacerebbe assistervi. Semplicemente capisco le ragioni di chi la difende.

    roberta b.

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